Ma proprio nei secoli bui delle invasioni barbariche
passarono per l'antica statio romana anche pellegrini e missionari
che fondarono piccoli cenobi in tutta la Valle di Susa, contribuendo
così a diffondere il cristianesimo e a favorire una rinascita
spirituale.
Oulx riprese la sua crescita grazie anche al merito di una piccola
comunità religiosa che, nata per dare ristoro e conforto
a pellegrini e viaggiatori, venne eretta a Prevostura di Oulx (Prevostura
di San Lorenzo) per volere del vescovo torinese Cuniberto nel 1065
e assurse presto a luogo di primaria importanza economica e politica.
Tra XI e XV secolo la storia e la rinascita di Oulx
sono quindi legate alla Prevostura e ai signori d'Oltralpe.
Il Delfinato si estendeva in tutta l'alta valle fino a Chiomonte,
limite che stabiliva i confini con il ducato sabaudo.
Tra i vari privilegi concessi dal Delfino Umberto II alle varie
comunità nel 1343, ci fu la libertà d'associazione
per cui nacquero tra esse delle federazioni denominate escarton;
pertanto Oulx divenne centro dell'escarton che comprendeva le castellanie
di Oulx, di Bardonecchia, di Cesana, di Exilles, nonchè di
Chiomonte feudo della Prevostura.
Nel 1349 però, Umberto II decise di cedere
tutti i suoi benefici a Filippo II di Valois e un secolo dopo il
Delfinato veniva annesso alla corona di Francia. Tale annessione,
comportò presto per l'Alta Valle e specie per Oulx che s'imponeva,
per natura, quale sosta obbligata, la nefasta conseguenza del passaggio
di eserciti.
Nel 1494 quando l'esercito di Carlo VIII trovò
alloggio presso gli abitanti dell'escarton, ad Oulx venne riconosciuto
lo statuto di città e a risarcimento dei danni subiti dalla
popolazione a seguito di tale stanziamento, il sovrano concesse
alla comunità di tenere annualmente una Fiera franca, franca
da imposte e con diritto di franchigia, manifestazione sopravvissuta
fino ai giorni nostri.
Durante le lotte di religione, in Valle di Susa,
ove un'agguerrita colonia valdese aveva trovato rifugio fin dal
XII secolo, numerosi villaggi e chiese furono dati alle fiamme e
in particolare, nel 1562, venne devastata da un incendio la Prevostura
di Oulx.
Nella seconda metà del XVI secolo furono ancora le armate
francesi del generale ugonotto Francesco de Bonne, duca di Lesdiguières
a funestare con un terribile episodio di sangue la città
di Oulx; il Duca fece assassinare nella notte tra il 14 e il 15
luglio 1590 nella sua casa del borgo inferiore, uno dei cittadini
più illustri di Oulx, Claude Arlaud Borel detto "La
Cazette", comandante del partito cattolico.
Nel XVIII secolo altre guerre e devastazioni interessarono
ancora la Valle della Dora.
Con il trattato di Utrecht (1713) tutta la Valle di Susa da Rivoli
a Bardonecchia e al colle del Sestriere, entrò a far parte
del Ducato di Savoia e Vittorio Amedeo potè fregiarsi del
titolo di re, diventando così primo re del Piemonte.
La successiva guerra di successione al trono d'Austria, che vedeva
i franco-spagnoli opposti agli austro-piemontesi, non fece che legittimare
questo possesso.
Durante il conflitto, infatti, il 19 luglio 1747 si combattè
la sanguinosa battaglia dell'Assietta dove le truppe del generale
Fouquet de Bellisle furono definitivamente battute dalle armate
sabaude.
Nel corso del XIX secolo Oulx e la sua valle seguiranno
le sorti del regno di Sardegna, ma l'evento epocale che poi muterà
radicalmente economia e abitudini locali, coincise con il traforo
ferroviario del Frejus , iniziato nel 1857 e terminato nel 1870.
I conflitti mondiali intervennero a turbare la Valle anche a causa
dell'importante linea ferroviaria da cui era attaraversata, che
la connetteva col centro Europa.
Terminata la guerra, l'alto bacino della Dora Riparia fu molto penalizzato
dagli accordi di pace italo-francesi: venne infatti privato della
zona del Monte Chaberton e della Valle Stretta, posta a ovest di
Bardonecchia.
Con la fine del conflitto e il conseguente sviluppo
economico, l'intera vallata ha conosciuto un momento assai florido,
legato soprattutto all'incremento del traffico stradale e ferroviario
e all'impulso turistico favorito dal crescente numero di frequentatori
della montagna estiva e invernale.